lunedì 20 marzo 2017

Il Castello della Zisa di Palermo

ARCHITETTURA ARABO-NORMANNA

IL CASTELLO DELLA ZISA

Prima Parte



Cenni storici

I Normanni dopo aver conquistato la Sicilia istituirono un regno feudale, in cui i diversi popoli presenti nell’isola poterono vivere in pace. Anche gli stessi Arabi sconfitti dai Normanni occuparono ruoli di prestigio nel nuovo regno.
Dal canto loro i Normanni erano attratti dalla cultura e dall’arte islamica; infatti molte delle loro opere furono di ispirazione araba e costruite con maestranze musulmane.

Il palazzo reale della Zisa, nome che deriva dall’arabo Al-Aziza che significa “la splendida”, sorgeva in quell’epoca fuori dalle mura di Palermo, all’interno del parco reale normanno chiamato Genoardo.
Il nome Genoardo deriva dall’arabo Jannat al-ard che significa “paradiso della terra”.
Era un enorme parco che si estendeva da Altofonte fino alle mura del palazzo reale e ospitava opere straordinarie come fontane e vasche d’acqua, ma anche palazzi come l’Uscibene, la Cuba e la Cuba soprana.

Il palazzo della Zisa, così come le altre residenze reali, venne realizzato alla maniera araba poiché i normanni volevano le loro residenze ricche e festose come quelli degli emiri.
La costruzione del palazzo fu iniziata nel 1165 per volere del re Guglielmo I e terminata nel 1175 sotto il regno del figlio Guglielmo II.

Il palazzo della Zisa non subì trasformazioni importanti fino al XVII secolo come da testimonianza del monaco bolognese Leandro Alberti, che visitò il palazzo nel 1526.

I primi interventi significativi furono effettuati a partire dal 1635-36, quando Giovanni de Sandoval e Platamone, cavaliere dell’Alcantara, Marchese di San Giovanni la Mendola, Principe di Castelreale e signore della Mezzagrana e della Zisa acquistò il palazzo e lo adattò alle nuove esigenze abitative.
Gli interventi che il Sandoval apportò all’edificio riguardavano:

  • la costruzione di un altro piano e la chiusura del terrazzo;
  • un grande scalone nell’ala destra del palazzo con la demolizione di muri portanti e delle originarie scale.

Nel 1806 la Zisa passò nelle mani dei principi Notarbartolo, antichi nobili siciliani ed eredi della casa ducale dei Sandoval de Leon.
I Notarbartolo effettuarono diverse opere di consolidamento:

  • risarcimento delle lesioni nei muri;
  • incatenamento dei muri per contenere le spinte delle volte.

Infine trasformarono la distribuzione degli ambienti con la costruzione di nuove tramezzature, furono costruiti soppalchi, scalette interne e fu ricoperta la volta del secondo piano per realizzare il pavimento del padiglione della terrazza.
Nel 1955 il palazzo venne espropriato dallo stato, il quale iniziò immediatamente i lavori di restauro per poi sospenderli, lasciando l’edificio per quindici anni incustodito e abbandonato.
Nel 1971 l’ala destra, già compromessa dai lavori effettuati dal Sandoval e dai lavori di restauro, crollò.
Successivamente venne chiamato il professore Giuseppe Caronia per ricostruire e restaurare l’edificio; dopo circa vent’anni di studi appassionati, nel 1991 il prof Caronia restituì alla storia l’edificio.
Dal 1991 la Zisa ospita il museo d’arte islamica e dal 3 luglio 2015 è nominato Patrimonio dell’Umanità.

Studio sull'architettura Arabo Normanna
Castello della Zisa

Nel prossimo capitolo la descrizione del Palazzo
Filippo Puglia

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San Cataldo fotografie
La Martorana fotografie
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Castello della Zisa fotografie
La storia della pasta reale



Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.





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