lunedì 13 marzo 2017

Le origini dell'architettura arabo normanna

ARCHITETTURA ARABO-NORMANNA

Parco della Favara



Introduzione

Ruggero il normanno
Nel corso dei secoli la Sicilia ha subito varie dominazioni di popoli come i greci, i romani, gli arabi, i normanni, gli spagnoli e molti altri, che non hanno reso schiavi gli indigeni, ma che si sono integrati a loro, contribuendo allo sviluppo dell’isola. I segni del loro passaggio li possiamo ammirare ancora oggi in ogni parte della Sicilia osservando le grandi opere architettoniche e le particolarità che distinguono le stesse dagli altri modelli costruiti in altri luoghi.
In questo nostro viaggio andremo a conoscere da vicino e nel dettaglio questi meravigliosi esempi di architettura e le loro caratteristiche. Il nostro cammino ci porta a conoscere l’architettura arabo-normanna soprattutto nella parte occidentale dell’isola, iniziando dalla città di Palermo con il percorso dell’Unesco per poi, successivamente, allargare il raggio d’azione con le opere che sono state modificate nel corso dei secoli, che per questo non fanno ancora parte del patrimonio dell’umanità.
Inizieremo il nostro viaggio, inteso come mostra itinerante di architettura, in Sicilia con l’architettura arabo-normanna, il barocco siciliano, l’architettura greca e romana, per poi spostarci a tutta la penisola italiana, considerata un museo a cielo aperto da numerosi intellettuali, attraverso foto, documentari e descrizione delle opere oggetto di studio.

La nostra prima mostra architettonica itinerante ci porta a conoscere i popoli Arabi, Normanni e le loro opere.

Arabi

Qanat
La conquista della Sicilia da parte degli Arabi iniziò nell’827, anche se precedentemente vi furono numerosi tentativi andati a vuoto, e si concluse nel 965 con la conquista di Rometta, cittadina della provincia di Messina.
Fu una conquista dura e il loro regno non fu unico ma diviso in tante signorie rette da “Kadì”.
Gli Arabi furono tolleranti nei confronti degli indigeni cristiani, infatti non li perseguitarono e si accontentarono di far pagare una tassa, detta “gézia”, consentendo la libertà di culto.



Gli Arabi divisero l’isola in tre distretti amministrativi:

  • Val di Mazara
      • comprendeva la parte centro-occidentale dell’isola;
  • Val Demone
      • comprendeva la parte settentrionale-orientale;
  • Val di Noto
      • comprendeva la parte meridionale.

Inizialmente la Sicilia fu sede di un Emirato dipendente dalla dinastia tunisina degli Aghlabiti, poi divenne indipendente con una propria dinastia, i Fatimi.

La popolazione era distinta in:

  • indipendente, che conservava i vecchi ordinamenti;
  • tributaria, che pagava la gézia;
  • vassalla o dsimmi, soggetta;
  • servi della gleba o “memluk”.

Il cuscus
Gli Arabi dominarono la Sicilia per duecento anni, durante i quali portarono nell’isola la cultura, la poesia, le arti, le scienze orientali e costruirono monumenti stupendi.
Il loro regno portò la Sicilia a un nuovo splendore e l’economia ne ebbe grandi benefici grazie alle colture del riso e degli agrumi e alle costruzioni di opere di canalizzazione delle acque per un uso più razionale delle risorse.
Durante la loro dominazione Balarm (così si chiamava Palermo) si presentava come una caratteristica città orientale con lusso e ricchezza; nella città vi erano più di 300 moschee e la popolazione contava oltre 250.000 abitanti.
La Sicilia era piena di industrie, di commerci ed era ricca di cultura letteraria e scientifica.
Di questo periodo storico così brillante, purtroppo, rimane ben poco, poiché le moschee sono state trasformate in chiese cristiane e molti testi sono andati perduti; tuttavia il segno del loro passaggio lo troviamo nella lingua siciliana e nell’arte culinaria con il cuscus, la cassata, le arancine e molto altro.

Normanni

Ponte dell'Ammiraglio
La conquista della Sicilia a opera dei Normanni iniziò con lo sbarco a Messina nel 1061.
Quando i Normanni arrivarono in Sicilia, l’isola era una delle più importanti e floride province del Mediterraneo.
Inizialmente fu il condottiero normanno Giorgio Maniace che riuscì in parte a liberare l’isola dagli islamici, operazione che venne completata dal fratello minore di Ruggero I, Roberto il Guiscardo, il quale riconsegnò la Sicilia ai cristiani.
Conquistata interamente la Sicilia da parte dei Normanni nel 1071, vennero fissati i termini del nuovo regno:

  • Roberto il Guiscardo divenne il Malik ossia il re;
  • i musulmani ottennero lo status di giudici.

In questo periodo venne anche stretta l’alleanza con il Papa Urbano II, che successivamente diede vita all’Apostolica Legazia.
L’Apostolica Legazia era un’istituzione che portò la Sicilia alla possibilità di nominare direttamente i suoi vescovi.

San Giovanni degli Eremiti
Questo nuovo regno portò alla convivenza pacifica tra diversi popoli, dai normanni agli arabi fino ai coloni gallo-italici, questi ultimi provenienti dal Piemonte, dalla Lombardia e dalla Francia.
I gallo-italici occuparono i territori dell’importante famiglia feudale di origine franca, gli Aleramidi.
Il gran conte Ruggero entrò in affari con questa famiglia dopo il suo matrimonio con Adelaide del Vasto la quale, dopo la morte di Ruggero I, trasformò la Sicilia in un vasto terreno demaniale a disposizione del re.
Nel 1130 salì al trono Ruggero II d’Altavilla e il regno divenne federale con i diversi popoli che vivevano in pace nella stessa terra. Venne istituito uno dei primi parlamenti della storia e venne creato il catasto moderno.
Fu un periodo molto florido sia sotto l’aspetto culturale che commerciale; in questo periodo cominciarono a sorgere le grandi opere architettoniche come il duomo di Cefalù nel 1131 e il duomo di Monreale nel 1174. Mentre la presenza araba in Sicilia durò fino alla prima metà del XII secolo, come si può vedere nelle opere palermitane del palazzo reale della Zisa, nella Cuba sottana e nel castello di Maredolce, il dominio normanno in Sicilia terminò con il matrimonio tra Enrico VI, figlio dell’imperatore Federico Barbarossa, e Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II.
Un matrimonio che diede vita a una nuova era, spianando la strada agli Svevi e al sovrano che stupì il mondo con il suo sapere e la sua opera amministrativa, Federico II di Svevia.


Studio sull’architettura arabo-normanna
Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.





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