lunedì 8 maggio 2017

Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio: il Naos


ARCHITETTURA ARABO NORMANNA

La chiesa di
Santa Maria dell’Ammiraglio




o
La Martorana
Palermo


Naos

La chiesa originaria, il naos, aveva una pianta di forma quadrata delle dimensioni:

  • esterno 12,5 x 12,5 m;
  • interno 10,44 x 10,44 m.

L’interno del naos è suddiviso in nove campate. La forma è di tipo a croce inscritta in quadrato.
Lo spazio centrale quadrato è delimitato da quattro colonne che hanno la funzione di reggere la cupola centrale.
I quattro bracci della croce hanno la forma rettangolare.
Le quattro campate d’angolo sono a pianta quadrata.
Il naos era accentuato da tre absidi sul lato est.
L’abside centrale era più grande rispetto a quelle laterali.
L’abside centrale fu distrutta tra il 1683 e il 1686 e sostituita dal grande cappellone, durante le opere di trasformazione in impianto basilicale.
L’ingresso era nella facciata occidentale, distrutta durante le opere di trasformazione della chiesa in basilica che inglobarono anche il portico. La porta era costituita da due ampi battenti di legno, che oggi si trovano nella porta sud della “chiesa nuova”.
Alla chiesa si accedeva anche attraverso due ingressi laterali collocati nelle campate d’angolo nord-ovest e sud-ovest.
La parte orientale con le tre absidi è stata considerata come un riflesso della progettazione liturgica bizantina per via della caratteristica disposizione tripartita del “bema”.
Il bema è un elemento che comprende le campate.
La sua recinzione era costituita da lastre di marmo (alte 157 cm) decorate con intarsi a mosaico.
Le lastre erano allineate con la coppia orientale delle colonne che reggono la cupola.
La recinzione si estendeva dalla parete settentrionale a quella meridionale della chiesa, e il bema confinava col vano del naos coperto da cupola.
Il pavimento del bema era rialzato di 26 cm rispetto a quello del naos.
I pannelli geometrici del pavimento sono in relazione con le campate principali del naos:

  • un grande pannello sotto la cupola centrale;
  • pannelli rettangolari sotto i bracci della croce;
  • pannelli quadrati nelle campate d’angolo.

La struttura del naos

Il naos, in origine, mostrava un articolazione spaziale coerente con l’architettura bizantina.
Infatti, il sistema a nove campate è in stretta relazione con la disposizione a croce del sistema delle volte.

  • La campata centrale corrisponde alla cupola centrale che poggia su quattro colonne indipendenti.

Inoltre il sistema a nove campate, visibile nelle volte, non è sottolineato nella parte inferiore dell’edificio. Nessuna parte della struttura serve per l’articolazione spaziale a eccezione delle quattro colonne.

Le facce interne dei muri interni, sino al livello di imposta delle volte, sono trattate come superfici piane e continue.
La parte orientale della chiesa è la sola articolata spazialmente.
Vi sono infatti i tre absidi, mentre i muri aggettanti che le dividono sono messi in rilievo da due colonne incassate che si innalzano su piedistalli.
All’altezza che corrisponde il piano di imposta nella coppia orientale delle colonne principali è stata introdotta una modanatura; in questo modo i due archi che poggiano sulla coppia orientale delle colonne sembrano nascere sullo stesso livello.

Gli archi ogivali che inquadrano le absidi laterali sono i più slanciati di tutta la chiesa.
Sono rialzati al di sopra della coppia di colonnine che incrociano l’apertura delle due absidi.
Il sistema delle volte è costituito da:

  • uno spazio centrale coperto da cupola;
  • i bracci a croce sono coperti da volte a botte;
  • le campate d’angolo sono coperte da volte a crociera.

Le volte sono sostenute da ampi archi a sesto lievemente acuto e leggermente rialzati.

In accordo con la forma degli archi, le volte a botte sopra i bracci della croce sono anch’esse a sesto acuto, mentre le volte a crociera sono lievemente acute e hanno la forma di cupola.
A livello superiore sono nettamente sottolineate le divisioni tra le singole campate.

Esterno

Lungo i muri esterni dell’edificio gli archi strutturali vengono a poggiare su mensole che sporgono dalle superfici piane del muro.
Questo tipo di soluzione si discosta dall’uso bizantino del periodo.

La cupola mostra, invece, caratteristiche sia bizantina sia locali.

I quattro archi, che delimitano il quadrato centrale, sostengono pennacchi che delineano lo stesso quadrato sino all’altezza di 0,5 m al di sopra della sommità degli archi. Il quadrato è segnato da un marcapiano orizzontale aggettante e continuo. Al di sopra di questo livello ha inizio in maniera coerente con l’uso siciliano il passaggio dal quadrato all’ottagono.
Quattro trombe d’angolo formate da archetti tre volte rientrati si tendono attraverso gli angoli del quadrato. Tra le trombe vi sono quattro nicchie poco profonde con contorni uguali in dimensioni agli archetti esterni delle trombe. Ogni nicchia contiene una piccola finestra posta sugli assi principali dell’edificio.
Contrariamente all’uso siciliano la cupola vera e propria non inizia a questo punto.
Sulla base ottagonale, infatti, si alza un tamburo ottagonale traforato da altre quattro finestre poste secondo la diagonale. Solo a questo punto inizia la liscia curvatura della cupola, la quale raggiunge un’altezza totale di 15 m. in questo modo la cupola in fondo appare innalzata su due tamburi, in netto contrasto con l’architettura bizantina che usa normalmente un solo tamburo.
Il secondo tamburo costituisce una particolarità unica anche nel contesto siciliano.

Illuminazione

L’illuminazione della chiesa comporta una distribuzione razionale delle finestre.
Oltre alle otto finestre della cupola principale, sia le campate laterali sia gli absidi contenevano una finestra ogivale. I davanzali delle finestre erano di eguale livelli.
Le finestre laterali in corrispondenza delle campate d’angolo erano leggermente più piccole di quelle centrali corrispondenti ai bracci della croce.
In origine le finestre contenevano grate di stucco ornate sull’esterno con iscrizioni arabe incise e con fasce a decorazione geometrica.
Le volte della chiesa erano costruite secondo l’uso dell’architettura siciliana del tempo con piccoli blocchi di pietra.

Le facciate

La forma esterna della chiesa è un blocco cubico.

Le dimensioni 12,5 x 12,5 m alla base con un’altezza di 10,54 m.
La cupola si alza sopra due tamburi e raggiunge l’altezza di 15,5 m.

L’altezza delle tre absidi era uniforme così esse erano coronate dallo stesso parapetto continuo recante un’iscrizione greca che circondava l’edificio.
Le facciate settentrionale, meridionale e occidentale erano articolate mediante nicchie poco profonde con incassi concentrici che inquadravano la finestra ogivale.
Ogni facciata era contrassegnata da tre di queste nicchie, di altezza e larghezza diverse:

  • la nicchia centrale misurava 1,45 m x 7,5 m
    (leggermente più larga e più alta di quelle laterali).
Tutte e tre erano sormontate da archi acuti e incorniciate da una modanatura e da tre incassi concentrici.
Le nicchie sorgono dalla bassa copertura del muro di fondazione.

La Cupola

La cupola presenta una forma insolita che rispecchia la complessa sovrapposizione dei due tamburi interni.
Al di sopra della base quadrata si innalza la forma ottagonale che corrisponde al tamburo superiore.
La parete del tamburo ottagonale continua al di sopra della modanatura a cavello che ha funzione di marcapiano.
La forma ottagonale del tamburo è delineata al limite superiore da un fregio recante l’iscrizione greca che sormonta in alto il corpo dell’edificio.
Il fregio ha una funzione di parapetto e alle sue spalle inizia la curvatura scoperta del guscio della cupola.
Il carattere di questa cupola rappresenta gli usi locali nella costruzione di cupole che hanno determinato le caratteristiche tipicamente siciliane.

Architettura Arabo Normanna


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Filippo Puglia 


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.




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