lunedì 19 giugno 2017

Cattedrale di Palermo: L'esterno


Cattedrale Metropolitana
SANTA VERGINE MARIA ASSUNTA


PALERMO

Introduzione

Cenni storici

Il primo tempio fu costruito nella stessa area nella quale oggi sorge la Cattedrale.
Anticamente questo luogo veniva utilizzato per i sacrifici dei primi martiri palermitani. Questo tempio costruito intorno al IV secolo fu successivamente distrutto dai Vandali e per questo motivo oggi non abbiamo alcuna traccia di questa costruzione.
Successivamente e precisamente nel 604 è stato edificato un secondo tempio che fu consacrato e dedicato alla Vergine Maria Assunta. Di questo secondo tempio oggi possiamo ammirare la cripta.

La cripta è costituita da una pianta basilicale di forma quadrata.

Con l'avvento dei saraceni e quindi con la dominazione araba (831 – 1072) la basilica viene trasformata in Moschea e denominata “Gami”.

Con la conquista della Sicilia da parte dei Normanni la chiesa viene restituita all'antico culto cristiano. Con l'avvento dei Normanni della casata degli Altavilla, nell'intera isola siciliana, vengono costruite delle spettacolari Cattedrali per celebrare la conquista della Sicilia.
Durante il periodo di dominazione Normanna con il regno di Guglielmo II detto il buono fu ricostruita la Cattedrale di Palermo, voluta dal reggente arcivescovo Gualtiero Offamilio; il quale si oppose alla volontà del Re Guglielmo II che aveva deciso di costruire la nuova Cattedrale a Monreale.
In questo contesto nacque una disputa assai singolare tra il giovane Re e l’ex reggente del regno, l'arcivescovo Gualtiero; infatti, Guglielmo II divenne Re quando ancora era minorenne e fu chiamato come reggente l'Arcivescovo Gualtiero Offamilio. Quando il Re divenne maggiorenne e prese possesso del suo regno, l'arcivescovo, che nel frattempo riuscì ad ottenere ricchezze e potere, cercò di ostacolare il giovane Re. Da questa disputa si arrivò a una singolare guerra che vedeva vincitore il Re Guglielmo II. Una guerra combattuta con la costruzione di monumenti architettonici: il Re si dedicò alla costruzione del Duomo di Monreale curando in particolar modo l'interno della chiesa con la decorazione a mosaico, facendo prevalere l'indirizzo spirituale; mentre l'arcivescovo Gualtiero si dedicò alla costruzione della nuova Cattedrale, dopo aver distrutto quella vecchia, che ormai si trovava in cattivo stato di conservazione. L'arcivescovo curò nel particolare l'esterno della Cattedrale poiché secondo il suo pensiero era l'esterno che doveva attirare la meraviglia dello spettatore, indirizzando così la costruzione dal punto di vista del potere temporale.
La costruzione della nuova Cattedrale fu completata nel 1185 e fu consacrata alla Vergine Maria.
Il progetto della Cattedrale era talmente maestoso che ci vollero anni per completarla, divenendo così espressione di molteplici stili.
Tra gli interventi che furono eseguiti sul complesso architettonico, quello più importante fu eseguito verso la fine del settecento, in occasione del consolidamento strutturale voluto dall’arcivescovo Serafino Filangieri; il quale nel 1767 commissionò a Ferdinando Fuga un restauro conservativo dell’edificio.
I lavori di restauro della Cattedrale ebbero però inizio solo nel 1781 e furono eseguiti da Giuseppe Venanzio Marvuglia; egli non si limitò a eseguire i lavori di restauro secondo il progetto del Fuga, ma il suo intervento cambiò l’aspetto originario dell’edificio dotando la chiesa della cupola disegnata dal Fuga; una cupola caratteristica ma che, in base ai lavori eseguiti dal Marvuglia, risultò discordante rispetto alla struttura. Inoltre, durante questi lavori di restauro, venne distrutta la tribuna costruita da Antonello Gagini.
Architettura
Esterno
Facciata principale
Il prospetto principale della Cattedrale si affaccia sulla via Matteo Bonello.
La facciata si presenta molto articolata, anche dal punto di vista spaziale, per la presenza di due archi a sesto acuto, di ispirazione islamica, che raccordano la chiesa con l’adiacente Palazzo Arcivescovile. Nella facciata sono presenti due torrioni che la delimitano lateralmente e si fronteggiano con le torri campanarie neogotiche presenti nel torrione medievale dell’Arcivescovado.
La recinzione di Vincenzo Gagini del 1575 è stata sostituita con una cancellata e una balaustra a colonnine; sui pilastri che delimitano i varchi sono collocate le statue di San Giuseppe, San Pietro, San Paolo e San Francesco di Paola, tutte opere di Giovan Battista Ragusa, realizzate tra il 1724 e il 1725.
La facciata presenta un portale strombato, in posizione centrale, in stile gotico, realizzato nel 1353; lo stesso è sormontato da un’edicola che ospita un bassorilievo con raffigurata “Maria col bambino”. Inoltre è arricchito con una bifora all’interno di una cornice mistilinea, posta in alto in prossimità della navata centrale.
I due portali laterali sono sormontati da targhe in marmo e da monofore strombate cieche, regolate da più ordini di colonnine e ghiere prospettiche.
Facciata Settentrionale
Il prospetto settentrionale si affaccia sulla via dell’Incoronazione.
Questa via prende il nome dal passaggio anticamente riservato agli imperatori, i quali lo utilizzavano per raggiungere il tempio in occasione delle cerimonie solenni.
Questa facciata ospita l’edificio dell’antica cappella dalla quale si affaccia la “Loggia dell’Incoronazione”.
La Cappella e il Pronao erano collegati alla Cattedrale normanna tramite un portico.
Su questa facciata è presente il portico realizzato (1563 – 1567) da Vincenzo e Fazio Gagini. L’ingresso monumentale è regolato da quattro gruppi di colonne in conci di pietra. Le colonne servono a reggere un’ architrave complesso e spezzato dalla modanatura articolata. Le coppie centrali delimitano l’ingresso, mentre i vani laterali, simmetrici, ciechi e rientrati, ospitano coppie di colonne con capitelli corinzi.
Il portale è costituito da colonne in marmo con timpano a forma di arco spezzato. Al centro è presente una stele sovrastata da un timpano e dall’aquila reale.
Facciata Orientale
La facciata orientale si affaccia sulla piazza dei Sette Angeli.
Questa facciata è delimitata dalle torri angolari che racchiudono il vano corrispondente al presbiterio. Dalle pareti esterne sono visibili i catini absidali laterali aperti risalenti all’antico tempio gualteriano. Questi catini sono incastonati fra le torri di raccordo dalle quali ha inizio il volume cilindrico dell’abside centrale.
In questa facciata è possibile ammirare il caratteristico esempio decorativo a tarsia lavica con figure geometriche e floreali; una decorazione formata da pietra lavica alloggiata in conci di tufo.
Il secondo ordine è formato dall’intreccio di doppi rilievi d’archi a tutto sesto.
Il terzo ordine è formato da due grandi archi.
Il quarto ordine è formato da dieci monofore alte e cieche con più ordini di rilievi che racchiudono finestre, piccole monofore e oculi ciechi.
Le estremità sono ornate dalle caratteristiche merlature orientali.
Infine, la balaustra ospita le statue di San Mamiliano di Giovanni Travaglia, Sant’Eustorgio e San Proculo di Antonio Anello, San Golbudeo di Giovanni Travaglia tutte realizzate nel 1673.
Facciata Meridionale
La facciata meridionale si affaccia sul corso Vittorio Emanuele, anticamente chiamato Cassaro, termine che deriva dall’arabo e indica la fortificazione.
Questo prospetto presenta un portico a forma di capanna, il quale ospita l’accesso alla Cattedrale. L’ingresso è costituito da tre arcate ogivali alle quali corrispondono tre volte a crociera all’interno della Chiesa. Le arcate sono sorrette da capitelli fioriti e sostenuti da colonne provenienti dalla Moschea; una chiara testimonianza deriva dall’iscrizione scolpita sulla prima colonna di sinistra tratta dal Corano.
Decorazioni
Per quanto riguarda le decorazioni del portico iniziamo con il portale d’ingresso, realizzato nel 1426 da Antonino Gambara in occasione dell’incoronazione di Alfonso il Magnanimo; i battenti in legno dl portale, realizzati nel 1432 da Francesco Castellamare, mentre il portale occupa lo spazio anteriore tra la seconda cupoletta decorata con maioliche e la sesta cupoletta, le quali corrispondono alle campate interne della navata di destra.
Sia l’arco centrale sia i due laterali presentano una decorazione tortile. La trave di sostegno del timpano è decorata da un arabesco, il quale presenta nelle intercapedini, la raffigurazione di Sante Vergini, Profeti, Apostoli, Dottori della Chiesa ed Evangelisti. Queste raffigurazioni sono alternate dagli stemmi del Regno di Sicilia, del Senato Palermitano e della Cattedrale, posti in corrispondenza dei vertici degli archi ogivali. Il Timpano è caratterizzato, invece, dalla figura di “Dio Padre” posizionato al centro della scena dell’Annunciazione.
Il portico è delimitato da piloni; ogni pilone è diviso in tre ordini decorati con monofore cieche e strombate.
Il secondo ordine della facciata corrisponde con le pareti della navata centrale; questo secondo ordine risale al periodo normanno, è costituito da una sequenza di monofore alternate, aperte e cieche, e dalle cupolette che servono a illuminare la navata laterale.
Il transetto si interseca con il lungo perimetro della navata centrale è sovrastato dal tamburo e dalla particolare cupola di Ferdinando Fuga.
Il “planum Ecclesiae” è recintato da una balaustra di marmo che ospita anche le statue di santi, collocate sui pilastri. Al centro della piazza è stata collocata la Statua di Santa Rosalia, realizzata da Vincenzo Vitaliano nel 1774. Questa statua ha preso il posto della “Fontana dei tre vecchioni”.

Architettura Arabo Normanna

Studio di Filippo Puglia
Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.









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